Si chiama Energy Observer, ed è un maxi-catamarano a motore partito per il giro del mondo in completa autonomia. In 6 anni toccherà 50 paesi e più di 100 porti senza produrre una molecola di CO₂ che non provenga dagli aliti del suo equipaggio. Un grande passo per le rinnovabili, ma che riaccende perplessità sul mito dell’idrogeno... LEGGI L'ARTICOLO
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domenica 20 agosto 2017
il giro del mondo a idrogeno con energy observer
Si chiama Energy Observer, ed è un maxi-catamarano a motore partito per il giro del mondo in completa autonomia. In 6 anni toccherà 50 paesi e più di 100 porti senza produrre una molecola di CO₂ che non provenga dagli aliti del suo equipaggio. Un grande passo per le rinnovabili, ma che riaccende perplessità sul mito dell’idrogeno... LEGGI L'ARTICOLO
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mercoledì 10 agosto 2016
miliardari nello spazio
“Ci avevate promesso le auto che volano, ci avevate promesso i viaggi spaziali!” protestava un tizio nero, girandosi continuamente verso il traffico alle sue spalle su un viadotto da incubo. Era una pubblicità tipica da fine millennio.
Quel ‘bro’ ero io. Mi sentivo tradito. Tutta la mia generazione è cresciuta con i viaggi spaziali nella testa. Sognavamo splendide città del futuro ad energia pulita, stazioni spaziali come basi di partenza verso colonie su altri mondi. Le serie TV si postdatavano coerentemente con lo sviluppo: la serie UFO era ambientata nel 1984, e c’era Spazio 1999, con la data nel titolo. Senza parlare dei film. Lo spazio aveva rubato la scena alle immagini subacquee, che negli anni sessanta erano la vera novità cinematografica, il primo palcoscenico a tre dimensioni. Lo spazio te lo ritrovavi dappertutto, nei Lego e nelle patatine...
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domenica 3 luglio 2016
cartoline dal giappone - kyoto e l'understatement radicale
La luce è quella di Vermeer. I pannelli di carta di riso, complice un cielo di pioggia, spandono una luce indecifrabile. Solitari oggetti d'uso comune abitano stanze impreziosite dal vuoto apparente. Così l'imperatore usava ricevere cavalieri, notabili e vassalli: in un vuoto riempito dalla sua persona. Baldacchini e ceselli soffocanti son roba da mondo barbaro. Il nostro. L'antica Kyoto è il trionfo dell'understatement.
Nella vecchia capitale le residenze degli imperatori furono donate ai monaci che le trasformarono in monasteri Zen. Da queste stanze e da questa pratica (lo Zen è una pratica, non una fede) nasce quello stile minimalista che ancora influenza il Giappone. E il mondo.
Gli interni del Nanzen-ji sembrano disegnati ieri da un architetto svedese, invece i suoi legni hanno almeno cinque secoli, epoca dell'ultimo incendio. La prima pietra fu posata nel 1291.
Qui si insegna lo Zazen, che è qualcosa di diverso dalla meditazione.
La mente è svincolata da ogni forma di pensiero, visione, concettualizzazione, sacra o esaltante che sia, ed è indotta a uno stato di vacuità assoluta, dal quale un giorno potrà percepire da sé la sua vera natura, la natura dell'universo.Piove a dirotto e forse è un bene. C'è poca gente lungo la passeggiata dei filosofi, poca gente nei templi immersi nel verde. Il primo giardino Zen mi appare sotto uno scroscio incessante. Un incontro covato da anni. Ora quel giardino è qui, adesso. Non c'è bisogno di pensare nulla, non c'è bisogno di dire nulla. Mi siedo ad ascoltare la poggia.
Sono vietati i flash e i telefonini, come nella maggior parte dei luoghi pubblici in Giappone. Come si può aver bisogno di mandare un uazzapp quando sei qui? Come puoi urlare, qui, 'Amoreeee sono in un giardino Zeeen!'
Ho voglia di ricominciare a mandare cartoline affrancate. Qui anche il 't-clack' vintage della mia reflex mi sembra fuori posto.
Benedetta pioggia, che cancella i pensieri, che cancella i rumori, le voci. Che cancella il tempo. Per il Zazen il ciclo incessante dell'acqua potrebbe essere uno spunto, ma non l'obiettivo.
Vietato rimuginare.
Tutto è qui, adesso.
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mercoledì 5 agosto 2015
diario d'africa - etosha: il grande luogo bianco
Un giorno un fiume cambiò idea sul suo percorso e il lago si prosciugò. E dove una volta c’era acqua per centotrenta chilometri da est a ovest adesso c’è un deserto bianco e scricchiolante. Si riempie a volte quando piove, ma l’acqua a poco a poco evapora e si ritira in poche pozze. Tutto intorno restano delle sorgenti naturali. L’Etosha, il Grande Luogo Bianco in lingua Ndonga, è uno spazio immenso avaro di acqua e di suoni... >>>
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lunedì 27 luglio 2015
diario d'africa - namibia 2
| cape cross, namibia, foto di claudio di manao |
"Non puoi regalare l’abbonamento al National Geographic Magazine ad un tredicenne e non aspettarti che da grande vada a cercarseli, quei luoghi..." >>Claudio di Manao su 'Dimmi del Mare' ImperialBulldog>>
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martedì 14 luglio 2015
diario d'africa - namibia 1
![]() |
| foto: claudio di manao 2015 |
L’aria del mattino è fresca e limpida. La luce non sembra quella degli altipiani, ma quella del deserto d’inverno. Una forte dominante color
miele spande al suolo, il sole scalda a poco a poco salendo nel blu senza
nuvole del cielo di Windhoek. Ancora intontiti dal viaggio ci sottoponiamo a una vecchia consuetudine: la consegna dei fuoristrada.
Windhoek, capitale della Namibia, è una
città ordinata, che però non intriga. Forse non mi attirano più le città in genere, ma il fascino non migliora neanche guardandola dalla terrazza dell’Hilton. Siamo
a millesettecento metri di quota, sul tropico del Capricorno a fine giugno, e la
temperatura al calar del sole scende in caduta libera. Compriamo taniche d’acqua e accessori, organizziamo zaini, kit e bagagli, testiamo i walkie talkie. Eccoci di nuovo con le mappe aperte sul tavolo del bar, stimando tempi e
distanze, a sognare con in mano una Hansa, o una Windhoek Draught.
“Ecco una terra dove le sue creature non avevano ancora conosciuto i crimini dell’uomo contro la natura…”
scriveva Mark Owens negli anni settanta su ‘The Cry of Kalahari’
![]() |
| kalahari, intu africa game reserve, foto: claudio di manao |
Gli orici sono il simbolo di questo immenso paese grande
come Francia e Germania insieme ma abitato da poco più di due milioni di
individui. In Namibia incontri più orici che esseri umani. Senza parlare delle
gazzelle, che non si contano. Ci avviciniamo alla riserva, in pieno Kalahari. In alcune riserve puoi circolare solo con i ranger, e non
ci dispiace lasciarci condurre.
Le guide nei parchi e nelle riserve sono spesso zoologi, professionisti che dedicano
la loro vita all'osservazione degli animali selvatici. Conoscono le loro
abitudini, sanno dove trovarli, cosa raccontare su di loro.
E' notte e al lodge hanno acceso un fuoco per noi. A mille metri di quota la temperatura notturna è rigida. Lo Scorpione e la Croce del Sud, due costellazioni che non vedi alle nostre latitudini, nel cielo australe splendono magnifiche, gigantesche. Due grossi orici si avvicinano alla pozza del lodge timidi e solenni.
Se guardi l'Africa australe su Google Earth ti accorgi che il Kalahari è un'area rossiccia di lunghi filamenti quasi pettinati. Qui le dune millenarie scorrono rosse da nord ovest a sud est secondo l'umore dei venti. E' il territorio del popolo San, i boscimani, o bushmen, gli antichi abitanti di quest'area, tra le meno accomodanti del pianeta, per l'uomo.
| 2015 claudio di manao |
Il deserto del Namib, invece, quello che si stende lungo tutta la costa del paese, al sud è dune barcane e dune a stella. Altissime. Sussuvlei vista dall'altro è una lingua sottile, una precaria intrusione, una specie di sonda insinuata nel cuore di un deserto di grandi dune; qua e là laghi fossili, saline, chiazze bianche, acacie e cespugli ai piedi di montagne di sabbia incombenti.
Inizia così un viaggio di 3600 kilometri dei quali meno di un terzo percorsi su strade asfaltate, attraverso Kalahari, Namib, Damaraland, Skeleton Coast, Etosha Pan...
- prima parte
testi e immagini di claudio di manao
vietata la riproduzione
leggi anche:
Skeleton Coast, i cancelli dell'Inferno
- http://www.imperialbulldog.com/2015/07/23/skeleton-coast-i-cancelli-dellinferno/
Benguela Current
- http://www.imperialbulldog.com/2014/10/21/benguela-current/
Etosha, il Grande Luogo Bianco
- http://www.imperialbulldog.com/2015/07/30/etosha-il-grande-luogo-bianco/
Skeleton Coast, i cancelli dell'Inferno
- http://www.imperialbulldog.com/2015/07/23/skeleton-coast-i-cancelli-dellinferno/
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- http://www.imperialbulldog.com/2014/10/21/benguela-current/
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