venerdì 19 febbraio 2016

come ha fatto il gratis a uccidere cultura e libertà d'informazione?


Una volta a fare gli editori c’erano gli editori, e prima ancora gli editori erano dei librai, gente del mestiere che ci capiva. Oggi ci sono le super-holding, i petrolieri, gli imbonitori on-line, i costruttori. Ma anche i presidenti del consiglio. Il popolo internet s’è schierato tutto contro i contenuti a pagamento, ha fatto una scelta è caduto nella trappola già sperimentata: gratis: che male c'è?
La strategia dello spacciatore sotto tutte le scuole. Tutte tranne la mia. 

Ma che figata una televisione gratis! Ma che figata un magazine gratis! Una figata epocale, roba mai vista prima di Canale 5! Perché pagare per dei contenuti?
Da quando sono nato di gratis per me non c’è mai stato niente: se ti offrono una cosa gratis o sono in vena di beneficenza, o ti stanno veicolando qualcosa. Un prodotto? Un messaggio politico? In questo il prete è il super-genio: ha capito che sono ateo, ma col suo gesto umano, responsabile e disinteressato... quasi si merita una mia presenza a messa. Bravo.

L'editoria gratis e indipendente merita rispetto: c'è Wikipedia, ci sono organizzazioni che si fondano su donazioni, sulla forza dei volontari, su investitori lungimiranti, magazine fatti da gente che si batte per informare in modo indipendente, per fornire un libero accesso alla cultura, all'informazione. Ma quanti credete ce ne siano di così duri e puri? Sopravvivere in questo mondo è da topi, non da giaguari. Quando le regole vacillano, o non ci sono, vincono i balordi. In un attimo sei un centro di riciclaggio, un punto vendita, una rivista di annunci.

Vince sempre la mafia. Vince innalzando di poco il tuo tenore di vita. 
La mafia non ti da grosse cifre, non ti risolve mai il problema in una botta sola - se no ti perde, non ti ha più in pugno - la mafia ti permette di mandare i figli alla scuola dei preti, di comprare l'auto nuova, di accedere al mutuo per una casetta al mare, di diventare una persona rispettabile. Impeccabile. Insospettabile. Ti abitua ad un introito minuscolo, come la pubblicità sporadica, o sui piccoli indici d'ascolto.
La pubblicità è un introito che non potrà mai sostenere il bilancio una Rete di Stato, ma è sufficiente ad infliggerle dei diktat sull'indice di ascolto, sui mi piace, ad imporle di seguire i dogmi della bibbia liberal-darwiniana: per esistere devi essere competitivo. 
Va da sé che questa strategia esclude educazione, cultura e libera informazione in quanto non redditizie, non renderanno mai, è vero che la gente vuole tette e culi. 


Barabba o Gesù?
L'indice d'ascolto è il motivo per cui donne nude, decapitazioni, incesti, corna, bambini bruciati, intolleranze alimentari, gatti, UFO e scie chimiche arrivano in prima pagina sui tabloid e sulle testate che tutti cercano di far diventare tabloid, arrivano prima delle notizie vere, quelle che ci servono, quelle che dobbiamo conoscere come cittadini. E ti dicono pure che è colpa tua.
“ Sei tu, omino o donnetta, a digitare queste parole chiave! Noi ci adeguiamo alle tue scelte! Tu hai scelto Barabba!"
Più democrazia di così.

E così, 
quando vedo gratis apparire subito dopo la parola appena digitata su google capisco come la web-democracy nel suo folle sogno buonista abbia fatto un casino.
Fa niente i miei diritti d'autore, posso ancora fare su e giù per i palazzi senza ascensore coi sacchi di cemento (quelli piccoli, farò più viaggi) ma... la libertà? 
Quella è di tutti a meno che non si creda che l’informazione sia instagram, blogspot, facebook and so on. E forse avete ragione voi che guardate solo youtube e leggete solo facebook e qualche blog che vi piace, come il mio, e quelli per cui scrivo. Spero. Io tutto sommato scrivo da una sediola da due lire e mi ritengo ben pagato. Mi pagano un decimo di quando portavo su e giù il cemento, la metà di quando portavo su e giù i subacquei, ma va bene così.


Avete idea di quale miseria pagano una corrispondente di guerra (donna, professionista, coraggiosa, capace) in Siria? Non di quanto costa, ma quanto pagano lei? 
Leggi di mercato. Ti rispondono. E' la cultura del gratis, del basso costo, degli sponsor. Testate storiche, autorevoli che chiudono, che non stampano più.
Danni collaterali?
Non vi agitate, sono i governi di tutto il mondo a pensare così: liberalizzare.
Ma poi è meglio salvare le banche che le reti televisive nazionali, no? dove mal che vada sono i partiti e gli incapaci ad esercitare il loro potere (e non le multinazionali, le farmaceutiche o petrolifere che tanto prima o poi decentralizzano in India), danni che si risolvono a un costo che è neanche un millesimo di quello prodotto da banche e compagnie di bandiera belle che falliscono sempre a carico delle comunità intera. Governi e banche centrali: grazie.



Ogni riferimento a Brazil di Terry Gilliam (e quindi1984 di Orwell), è da considerasi pura citazione artistica: oggi, 2016, siamo messi molto, molto peggio: nell'era dello sponsor riusciamo a bannare le pubblicità divertenti.