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domenica 20 agosto 2017

il giro del mondo a idrogeno con energy observer


Si chiama Energy Observer, ed è un maxi-catamarano a motore partito per il giro del mondo in completa autonomia. In 6 anni toccherà 50 paesi e più di 100 porti senza produrre una molecola di CO₂ che non provenga dagli aliti del suo equipaggio. Un grande passo per le rinnovabili, ma che riaccende perplessità sul mito dell’idrogeno... LEGGI L'ARTICOLO


mercoledì 10 agosto 2016

miliardari nello spazio


“Ci avevate promesso le auto che volano, ci avevate promesso i viaggi spaziali!” protestava un tizio nero, girandosi continuamente verso il traffico alle sue spalle su un viadotto da incubo. Era una pubblicità tipica da fine millennio.
Quel ‘bro’ ero io. Mi sentivo tradito. Tutta la mia generazione è cresciuta con i viaggi spaziali nella testa. Sognavamo splendide città del futuro ad energia pulita, stazioni spaziali come basi di partenza verso colonie su altri mondi. Le serie TV si postdatavano coerentemente con lo sviluppo: la serie UFO era ambientata nel 1984, e c’era Spazio 1999, con la data nel titolo. Senza parlare dei film. Lo spazio aveva rubato la scena alle immagini subacquee, che negli anni sessanta erano la vera novità cinematografica, il primo palcoscenico a tre dimensioni. Lo spazio te lo ritrovavi dappertutto, nei Lego e nelle patatine...

sabato 23 luglio 2016

cartoline dal giappone - segnali da una civiltà avanzata

Kyoto - Shimogyo Ward
Ti assale subito: in una città d'Oriente, soprattutto se modernissima, la sua stratificazione ti toglie il respiro; una stazione ferroviaria o della metro può avere 15 livelli. La seconda cosa che noti, perché ti perdi, o ti trovi a sorpresa davanti alla stanza degli armadietti dello staff mentre t'aspettavi la lobby di un albergo, è la capillarità caotica. L'interno delle città diventa una struttura organica, viscerale.

Tokyo - Shinjuku Underground Station (la più trafficata del mondo)
Le città canadesi, come Toronto, per esempio, cercano di assomigliare a Tokyo, ma è una battaglia persa: solo le città orientali riescono ad essere labirintiche alla soglia della dimensione onirica.
Più semplice orientarsi nella città vecchia: c'è il fiume, ci sono i ristoranti che si affacciano sul fiume, alle spalle dei ristoranti c'è una strada, spesso un vicolo, parallelo al fiume.
Oppure: c'è un quadrato, costituito dal fossato intorno al castello imperiale. Da lì partono le arterie principali, che restano diritte per un po'.
Nelle stazioni ferroviarie (più grandi, più efficienti e più pulite di qualsiasi nostro aeroporto) trovi l'espressione architettonica forse più intensa del Giappone moderno.
Non a caso.

Kyoto - Stazione
Da quando i giapponesi scoprirono i treni nell'Inghilterra del XIX secolo, essi divennero per loro il simbolo stesso della civiltà moderna. Il Giappone era all'epoca un paese medievale che non conosceva nulla dell'industria, ma con un artigianato spaventosamente evoluto. Soprattutto nella lavorazione dell'acciaio. Poco dopo, nel 1905, vinse la guerra contro la Russia grazie ad una flotta minuscola, ma tecnologicamente efficace.

Kagoshima, Chuo Station
Il Giappone è il paese dove ti accorgi che stai fotografando anche i tombini. Di bambù nel giardino Zen, o di ghisa e con dei magnifici draghi stampati insieme ai simboli delle prefetture. Non c'è un dettaglio che non sia quello giusto nel posto giusto. Un po' come la rete dei trasporti, capillare e maniacalmente efficiente, il gusto e il disegno d'insieme nascono dalla cura del dettaglio, e dalla sua valorizzazione.


Lo stile minimalista europeo, a volte reinventato sul monasticismo cristiano quanto sul bassifondismo cementizio (e cocainomane), spesso finisce col contenere qualcosa di punitivo. Il minimalismo giapponese è sì, monastico e spartano, ma fatto di legni, stuoie e carta di riso.

Mi chiedo come sia possibile che questo popolo sia lo stesso del massacro dei delfini di Taiji e della caccia alle balene. C'è una incongruenza di fondo con quello che vedo. Ma immagino che la stessa incongruenza salti all'occhio dei turisti che visitano l'Italia nel notare lo scollamento tra la realtà quotidiana del paese e l'arte che ha prodotto e continua a produrre.
La discrepanza tra l'Italia e gli Italiani è qualcosa sulla quale ho smesso d'interrogarmi.

Kagoshima, Prefettura e Museo Reimeikan


Passeggio da solo per Kyoto nella Shimogyo Ward e non so perché lo faccio. Alla mia età non ne puoi davvero più di strade fitte di Gucci, Prada e Swarowsky... trovo più interessanti i benzinai, dopo un viaggio di diecimila chilometri. Eppure cammino su quella strada come appagato. Quella strada ha delle pensiline su tutt'e due i lati.
E va bene, lo trovo carino, anche perché pioviggina... No, c'è di più, da circa tre minuti sto ascoltando lo stesso brano musicale. Non viene dai negozi, la musica è la stessa per tutto il chilometro fino al fiume. Forse una colonna sonora di Hollywood probabilmente interpretata da James Galway.

Display di una strada di Kagoshima, fine '800 - Museo della Cultura
Cammino tra gli innumerevoli indizi di un amore viscerale per l'Occidente. Forse nessuno al di fuori dell'Occidente (e delle sue periferie) ha amato e ama l'Occidente come il popolo giapponese.

Hiroshima

cartoline-dal-giappone-la-psichedelia-e.html

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lunedì 30 maggio 2016

Mañana


Turisti ancora più disorientati di noi si muovono sul set impeccabile, probabilmente chiedendosi se è già partito il ciak. I nomi dei bar, dei negozi e dei ristoranti, della scuola di congas sono scritti a pennello sui muri, sul legno, a mano sul cartoncino. Le insegne al neon sono solo due, tentativi dell’universo parallelo di scassinare lo spazio-tempo.  Leggi tutto >>>




venerdì 19 febbraio 2016

come ha fatto il gratis a uccidere cultura e libertà d'informazione?


Una volta a fare gli editori c’erano gli editori, e prima ancora gli editori erano dei librai, gente del mestiere che ci capiva. Oggi ci sono le super-holding, i petrolieri, gli imbonitori on-line, i costruttori. Ma anche i presidenti del consiglio. Il popolo internet s’è schierato tutto contro i contenuti a pagamento, ha fatto una scelta è caduto nella trappola già sperimentata: gratis: che male c'è?
La strategia dello spacciatore sotto tutte le scuole. Tutte tranne la mia. 

Ma che figata una televisione gratis! Ma che figata un magazine gratis! Una figata epocale, roba mai vista prima di Canale 5! Perché pagare per dei contenuti?
Da quando sono nato di gratis per me non c’è mai stato niente: se ti offrono una cosa gratis o sono in vena di beneficenza, o ti stanno veicolando qualcosa. Un prodotto? Un messaggio politico? 

L'editoria gratis e indipendente merita rispetto: c'è Wikipedia, ci sono organizzazioni che si fondano su donazioni, sulla forza dei volontari, su investitori lungimiranti, magazine fatti da gente che si batte per informare in modo indipendente, per fornire un libero accesso alla cultura, all'informazione. Ma quanti credete ce ne siano di così duri e puri? Sopravvivere in questo mondo è da topi, non da giaguari. Quando le regole vacillano, o non ci sono, vincono i balordi. In un attimo sei un centro di riciclaggio, un punto vendita, una rivista di annunci.

Vince sempre la mafia. Vince innalzando di poco il tuo tenore di vita. 
La mafia non ti da grosse cifre, non ti risolve mai il problema in una botta sola - se no ti perde, non ti ha più in pugno - la mafia ti permette di mandare i figli alla scuola dei preti, di comprare l'auto nuova, di accedere al mutuo per una casetta al mare, di diventare una persona rispettabile. Impeccabile. Insospettabile. Ti abitua ad un introito minuscolo, come la pubblicità sporadica, o sui piccoli indici d'ascolto.
La pubblicità è un introito che non potrà mai sostenere il bilancio una Rete di Stato, ma è sufficiente ad infliggerle dei diktat sull'indice di ascolto, sui mi piace, ad imporle di seguire i dogmi della bibbia liberal-darwiniana: per esistere devi essere competitivo. 
Va da sé che questa strategia esclude educazione, cultura e libera informazione in quanto non redditizie, non renderanno mai. La maggior parte della gente vuole tette e culi e complotti, è vero. Ma tra pochi anni chiunque sia interessato ad altro non avrà alternativa.


Barabba o Gesù?
L'indice d'ascolto è il motivo per cui donne nude, decapitazioni, incesti, corna, bambini bruciati, intolleranze alimentari, gatti, UFO e scie chimiche arrivano in prima pagina sui tabloid e sulle testate che tutti cercano di far diventare tabloid, arrivano prima delle notizie vere, quelle che ci servono, quelle che dobbiamo conoscere come cittadini. E ti dicono pure che è colpa tua.
“ Sei tu, omino o donnetta, a digitare queste parole chiave! Noi ci adeguiamo alle tue scelte! Tu hai scelto Barabba!"
Più democrazia di così.

E così, 
quando vedo gratis apparire subito dopo la parola appena digitata su google capisco come la web-democracy nel suo folle sogno buonista abbia fatto un casino.
Fa niente i miei diritti d'autore, posso ancora fare su e giù per i palazzi senza ascensore coi sacchi di cemento (quelli piccoli, farò più viaggi) ma... la libertà? 
Quella è di tutti a meno che non si creda che l’informazione sia instagram, blogspot, facebook and so on. E forse avete ragione voi che guardate solo youtube e leggete solo facebook e qualche blog che vi piace, come il mio, e quelli per cui scrivo. Spero. Io tutto sommato scrivo da una sediola da due lire e mi ritengo ben pagato, anche se è un decimo di quando portavo su e giù il cemento, la metà di quando portavo su e giù i subacquei. Ma va bene così.


Avete idea di quale miseria pagano una corrispondente di guerra (donna, professionista, coraggiosa, capace) in Siria? Non di quanto costa, ma quanto pagano lei? 
Leggi di mercato, ti rispondono. E' la cultura del gratis, del basso costo, degli sponsor. Testate storiche, autorevoli che chiudono, che non stampano più.
Danni collaterali?
Non vi agitate, sono i governi di tutto il mondo a pensare così: liberalizzare.
Ma poi è meglio salvare le banche che le reti televisive nazionali, no? dove mal che vada sono i partiti e gli incapaci ad esercitare il loro potere (e non le multinazionali, le farmaceutiche o petrolifere che tanto prima o poi decentralizzano in India), danni che si risolvono a un costo che è neanche un millesimo di quello prodotto da banche e compagnie di bandiera che falliscono sempre a carico delle comunità intera. Governi e banche centrali: grazie.



Ogni riferimento a Brazil di Terry Gilliam (e quindi1984 di Orwell), è da considerasi pura citazione artistica: oggi, 2016, siamo messi molto, molto peggio: nell'era dello sponsor riusciamo a bannare le pubblicità divertenti.







lunedì 8 febbraio 2016

il giro del mondo con l'energia del sole


Il Solar Impulse 2, un aereo concepito per effettuare il giro del mondo usando unicamente l'energia del sole è il primo grande passo di una aeronautica senza petrolio, senza emissioni. E' la Storia a dimostrarci che senza i sogni, e senza i folli che si mettono in testa di realizzarli, senza salti nel buio… l’umanità resta ferma al palo. Non è certo seguendo indagini di mercato che l’uomo iniziò a volare. Nessuno finanziò i fratelli Wright, fabbricanti di biciclette che il 17 dicembre del 1903 riuscirono a far volare il primo aereo nella Storia. Nessuno avrebbe scommesso un centesimo su Cessna, un agricoltore che voleva irrorare i suoi campi dall’alto, senza parlare di Sikorsky, che sognò elicotteri...
«Noi vogliamo dimostrare l’importanza dello spirito pionieristico, vogliamo incoraggiare le persone a mettere in dubbio quello che hanno sempre dato per scontato. » 
Bertrand Piccard