domenica 26 maggio 2013

la tragedia di una scimmia insostenibile

foto NASA

   "Il pianeta era ricoperto da mari, fiumi e da una fitta vegetazione e la scimmia dalla mano deforme s’accorse del suo dono: il pollice opponibile. Mentre costruiva oggetti percepì lo scorrere del tempo nella sua totalità, capì di poter inventare il futuro, di poterlo plasmare secondo il suo volere. Allora, comincia a modificare l’ambiente, imponendo la sua impronta. Fino a quel momento l’aveva fatto sostanzialmente uccidendo tutti i maschi delle tribù rivali, anche i piccoli, per poi primeggiare a suon di morsi, urla e minacce su quelli della sua tribù, finché non resta in giro un capo solo. Un solo esemplare è degno di trasmettere i suoi cromosomi."

   Il Prof. Mirwais fece una pausa. Gli studenti attesero imbambolati.


   "Non è un fenomeno divino né uno ‘scherzo’ della natura. Vi giuro che non esiste la più pallida prova scientifica in grado di testimoniare che quella scimmia là sia stata plasmato da qualche polpetta di fango ad immagine e somiglianza di un essere divino suo creatore, come molti sostengono. 


   Quel tizio lì, come lo squalo chitarra e l’opossum sulla Terra, è venuto fuori così e basta. La natura ha solo una regola: l’horror vacui. Il vuoto le fa schifo e il tizio in questione s’è fiondato ad occupare una nicchia ecologica vacante. E c’è riuscito. Ora: un tizio con un carattere così (è ancora quello che urla e morde per far vincere i suoi cromosomi) cosa può dire? Che si trattò di fortuna? 

EDEN


   No! dirà che quel giardino dell’Eden gli spetta di diritto. Glie lo ha dato Dio. Quel terreno è suo. E comincia a pensare che è ora che anche le piante facciano quello che dice lui. Con grande dispetto delle femmine della specie, le quali solo grazie alle frequenti battute di caccia dell’ingombrante compagno riuscivano ad avere un po’ di pace in giardino con la prole e... qualche contatto con i turisti."

   Aris scoppiò a ridere, e la classe gli ruzzolò dietro. Mirwais, divertito, aspettò che tutti finissero di sghignazzare.

   "E’ un maniaco, il nostro tipo, un maniaco con la fissa delle lance, delle clave e delle trappole, che improvvisamente comincia a nutrire interesse per la terra. Da quando ha scoperto il fuoco può bruciare tutte le foreste che incontra. Impara presto a selezionare i semi, a manomettere i terreni, a selezionare gli animali da lavoro.  Sa come far fare al pianeta intero quello che vuole lui. Da quando ha inventato l’agricoltura e ha scoperto l’utilità degli animali da lavoro, togliere beni al suo prossimo o costringerlo a lavorare per lui diventa il suo sport preferito. Per convincere gli altri ad andare a depredare qualcuno per suo conto è capace di inventarsi cose veramente astruse, dei veri e propri sistemi di pensiero, nati e costruiti secondo le proprie esigenze. Idee astruse, come codici d’onore, codici religiosi, regole sociali prive di ogni rigore scientifico come le religioni, le ideologie e, più tardi, il concetto di economia. Ma non ha problemi a farlo accettare. Le leve che utilizza sono la paura e l’avidità. Facendo leva sull’una o sull’altra cosa, il maschio urlante con l’obbligo naturale di spargere i suoi cromosomi riesce ad ottenere tutto ciò che vuole.

   Jared alzò la mano sulla pausa di Mirwais. “Nessun senso critico, professore?”

2001 odissea nello spazio
   "I maschi più urlanti (dominati) della specie scoprono molto presto che i loro simili sono davvero simili: hanno un senso critico molto vicino allo zero e che come loro sono facilmente preda di sistemi di pensiero assurdi. Più sono assurdi e scientificamente non dimostrabili, più tutti gli altri hanno la tendenza a crederci. Questi tizi, i più prepotenti e urlanti della specie, hanno tre fissazioni fondamentali: la prima è manomettere, la seconda è uccidere. Sviluppando l’agricoltura distruggono le foreste e inquinano i mari, le due più importanti fonti d’ossigeno del pianeta, e fabbricando marchingegni per ammazzare il più grande numero di nemici in un colpo solo scoprono l’energia nucleare. Ma in questa scimmia si palesa anche un’altra patologia, forse la più marcata: la tendenza ad accaparrare il maggior numero di oggetti possibile. Tra noi oggi quelli affetti da collezionismo sono ormai pochi anziani che vengono curati. Tra loro, invece, non solo era considerato normale, ma addirittura segno di posizione di comando. Il collezionismo andava ad alimentare uno dei loro concetti più astrusi: il concetto di status. So cosa state pensando. Vi state chiedendo come è stato possibile che una scimmia così poco evoluta sia riuscita a raggiungere certi obiettivi? E a fare quello che ha fatto al pianeta? Ma soprattutto: come riuscirono ad evitare una guerra nucleare?"


   Tutte le facce erano su di lui silenziose, in attesa. Mirwais ricominciò a voce bassa, guardando a terra.

   "Non ho risposte per nessuna delle due domande. Non sappiamo se fu un sacerdote o meno ma è probabile, dato che davano ascolto solo a chi infarciva le notizie di contenuti mistici o fortemente ideologici, ma qualcuno suggerì che usare tutte quelle bombe atomiche sottoterra avrebbe reso inservibili tutti gli oggetti e tutti i terreni che le scimmie avevano accaparrato. 
Ma torniamo alle armi atomiche: non c’era da star tranquilli perché dopo la rinuncia al nucleare (l’esplosivo nucleare ha una data di scadenza più breve di una scatoletta di tonno) qualcuno si spremeva le meningi su come riuscire a dominare gli altri senza l’uso di spaventose minacce. C’era una sola possibilità: controllare il petrolio. Perché il petrolio?

   Mirwais lasciò scorrere il suo sguardo sulla classe appesa alle sue labbra, sorridendo. Poi continuò.

   "Gli economisti, una forma di sacerdoti, dai loro templi di Wall Street, Francoforte, Tokyo, Londra e Hong Kong, avevano previsto un’altra ondata di benessere e promesso eterna crescita, economica e industriale. Avevano indotto tutti quanti a credere che la crescita, industriale ed economica, era lo stato naturale dell’esistenza e quindi lo era l'economia globale. Insomma, si sostituirono alla religione fornendo un'alternativa razionale."

Mirwais guardò il diagramma e lo indicò.



"Ovviamente, dato che non c’era nessun riscontro, ma solo un contenuto ideologico, tutte le scimmie ci credettero e si lanciarono in una frenetica iperproduzione industriale. Il pianeta entrò subito in un grande fabbisogno d’energia, ma l’unica fonte rimasta era il petrolio. Questo accadde per puro calcolo da parte delle scimmie che lo controllavano.
   Prima o poi sarebbe finito, quel petrolio. Bisognava accaparrarselo tutto e subito ed incassare tanti soldi, così tanti soldi che le scimmie che organizzarono il colpaccio non li avrebbero mai spesi. Né loro, né gli amici, né i familiari, né i loro discendenti fino alla cinquantesima generazione. Avete presente la famosa trappola per le scimmie? Lasci un oggetto grande nel cavo d'un albero, e la scimmia lo afferra e poi si accorge che non riesce ad estrarre la mano con l'oggetto. Ma non lo molla più. e resta lì."

La classe scoppiò a ridere.




   "Bene, con il petrolio fecero la stessa cosa. Il petrolio rendeva così tanti soldi che rese un gruppo di scimmie più potenti delle nazioni più potenti del pianeta. Da quando il denaro era diventato virtuale la scimmia era tornata a desiderare l’essenza stessa del denaro: il potere. Era questo ciò che interessava da sempre alle scimmie: il potere. Essere scimmie leader. Alcune scimmie avevano ballonzolato su di un satellite con delle tute ridicole, ma nella sostanza quella scimmia non era cambiata: era la stessa scimmia che aveva ucciso un suo simile a pugni e morsi per prendersi una femmina, la stessa scimmia che aveva fatto a pezzi un suo simile per togliergli un orticello ben curato. Non abbiate compassione, né rimorsi: quella scimmia là era quanto di più stupido potesse esistere.Le scimmie operaie, o da lavoro, non avevano il coraggio di ribellarsi, anzi: pur consapevoli della loro condizione andavano avanti senza fiatare, accontentandosi di quei momenti di felicità che un pianeta ancora funzionante poteva indurre nelle loro menti e nei loro ormoni. Purtroppo si accontentavano anche delle bugie che raccontavano loro sui danni climatici e atmosferici.
   Allo scopo avevano inventato una scatola che privava gli individui della loro personale creatività sostituendola con idee pret a porter."  




   "La scatola funzionava così bene che nessuna di quelle scimmie era ormai in grado di immaginare un tipo di vita diverso da quello che si svolgeva nella scatola. Non era possibile neanche immaginare una vita senza l’automobile, senza uno smartphone, senza il petrolio. Alcune scimmie scoprirono che a forza di bruciare petrolio, gas e carbone l’atmosfera del pianeta si stava scaldando. Subito altre scimmie esultarono: se i ghiacci si fossero sciolti avrebbero potuto raggiungere e sfruttare ricchi giacimenti polari, pescare più pesce e più krill, risparmiare tempo e carburanti per trasportare ricchezze."

  - Volevano sfamare più individui? Era quello lo scopo? -

   "No. Non lasciamoci ingannare. Non volevano sfamare più individui da lavoro, i loro schiavi: in pochi volevano guadagnare tutto. Ma per il pianeta era troppo. La natura cominciò a lanciare i primi segni di disagio: gli uragani ed i tornado divennero sempre più potenti e si abbattevano con frequenza inaudita in luoghi oltre le traiettorie normali. Qualche scimmia avvertì che stava succedendo qualcosa di strano.
Un Omen?"

Marwis fece una pausa.


  "Piogge torrenziali dilavarono le pareti delle montagne, causando alluvioni, frane, morti e devastando le coltivazioni di intere regioni. Ma le scimmie continuarono. Scarseggiarono i pesci nel mare, anche per via degli sversamenti di petrolio. Uno, terribile nell’Artico uccise quasi tutto il fitoplancton. Il krill e pesci morirono avvelenati dal petrolio e dai solventi usati per nascondere l’incidente. La vita nel mare arrivò al collasso. La situazione in meno di due anni divenne irreversibile. 
Il mare divenne verde d’alga e non produsse più ossigeno." 



  "Per l’inversione della corrente del Golfo, dovuta allo scioglimento della calotta, le scimmie del nord conobbero un’altra glaciazione, e la migrazione delle scimmie di quella regione determinò una serie di guerre tribali nell’area più calda a sud, area densamente popolata ed arida per mancanza di pioggia e per la contaminazione delle zone coltivate. Stavano morendo soffocati o congelati, senza più né ossigeno, né energia, eppure gli era stato detto che sarebbe successo. In quei giorni la loro lotta per la sopravvivenza era allo stremo, il pianeta stava morendo lentamente, per cadere in mano ad una manciata di forme di vita: alghe, virus e batteri anaerobi. In fondo questo è quello che succede quando non ci si prende cura di ciò che ci circonda."

   Barav si alzò in piedi, scuro in volto: 

“Io so benissimo cosa abbiamo fatto professore, non cerchi di trovare delle colpe per giustificare i fatti. Se mi permette: il nostro modo d’agire...” 

Mirwais lo interruppe con un cenno e riprese a parlare.

   "Una missione esplorativa di quelle scimmie sul nostro pianeta aveva scoperto le nostre basi sotterranee. In quel frangente scoprirono che noi possedevamo tecnologia in grado di risolvere i loro problemi. I nostri microorganismi ad hoc avrebbero cambiato la faccia del pianeta. Loro ci chiesero aiuto. Ma noi non possiamo… non dobbiamo avere rimorsi."

   “E perché, professor Mirwais?”

   "Ci consideravano orribili ed avevano messo a punto dei micidiali piani d’invasione del nostro pianeta. Erano diecimila anni indietro, ma c'è una cosa che noi tutti dobbiamo imparare da questa storia, una sola: 
non bisogna mai sottovalutare una stupida scimmia stronza.
Mai."
- testi: copyright 2013 claudio di manao -
immagini: NASA, MGM, kubrik,Wikicommons, rielaborate da claudio di manao
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