lunedì 10 ottobre 2016

cyberpunk now - un futuro qui adesso

Dimmi che non è vero.
Dimmi che il cielo sopra il porto non è
'del colore di uno schermo televisivo sintonizzato su un canale morto.'
No, no... non ci siamo ancora rassegnati:
il pianeta non è ancora un ambiente così ostile ed io non sto vivendo in quello che la mia gatta definirebbe:

'un canile dove piove sempre'.

Un dato di fatto:

'alla gente non frega un emerita cippa della natura.'

Ma tutti vivono con serena rassegnazione il fatto di essere spiati e dominati. Eppure... dài, ci sarà qualcuno, qualcuno che conta e che mette un freno!
O no?

Il cyberpunk è genere letterario magnifico, ma dimmi che è ancora una forma di allarme, forse di sadismo, di masochismo! Dimmi che non è la realtà, ma letteratura di fantascienza!

Ma no, non possiamo rassegnarci a combattere in sotterranei virtuali! Quelle sono pippe mentali per chi ha perso tutto, anche l'identità, e noi non l'abbiamo persa! Acquisita, semmai, attraverso i nostri profili facebook!

Multinazionali mafiose.

Multinazionali mafiose padrone dell'universo e il pianeta così inquinato da far vomitare un ratto?
Non è ammissibile.
Gibson ha torto!


Eppure.